
Lui si volta indietro per un secondo, poi di nuovo parla alla ragazza che ha di fronte.
“Amore, secondo te è cinese?”
“Ma va’” risponde lei. “Guardagli gli occhi.”
“Appunto. Li ho visti. Sono cinesi.”
La ragazza scuote la testa ed osserva il giovane con l’apparecchio in bocca come avesse a che fare con un povero beota con l’apparecchio in bocca.”Perché sei cretino?”
“Dai. Solo simpatico. Con te.”
“Sentilo, da morirci. Comunque è giapponese, si vede. Di qualche isola asiatica tipo Hiroshima o giù di lì. Non vedi che ha la macchina fotografica? Una Nikon. Figurati.”
Lui annuisce. Però è ancora perplesso.
“Perché i cinesi non hanno la…?!”
“Ma va’. Quelli sono telefonino e wechat. Anche se poi hanno la stessa faccia, più o meno.”
“Dai, abbassa la voce, che t’ha sentita.”
“Ma chi?”
“Ti ha guardata. Fidati. Quello lì, il cinese, ti ha sentita. Guardaguardaguarda ti sta guardando. Chefiguradimerda!”
Alcuni passeggeri si voltano. La osservano. Mollano le proprie letture.
Ed è in quel preciso momento che lei si innervosisce.
Serra le labbra. Si muove sulla seduta. Abbassa la voce che diviene cigolante. Metallica.
Gli occhi ridotti in fessure, come in Shining. Pertugi del male. Crepe dell’inferno.
“Oh. Siamo in un treno.” Raschia petulante la pupilla perniciosa. “Se non gli sta bene scenda pure questo qui! Mi guarda… Cos’è? non posso parlare? Già ci hanno invaso con gli involtini, le loro cazzate cinesi copiate e io devo abbassare la voce? A casa mia?”
Prossima fermata Garibaldi. Questo treno è diretto a… Treviglio.
In quel frammento, apparecchio beota si piega infallibilmente in avanti.
Purtroppo, sorride. Con il ghigno di acciaio mai pago.
Un lieve sussurro nel suburbano claustrale.
“Ma non hai appena detto che è giapponese, e guardagliocchi guardalaNikon guardawechat?”
Il danno è fatto.
Merda!
La giovane donna si morde le labbra. Le si appanna lo sguardo. Scruta l’uomo asiatico, poi fissa alcuni vicini che, evidentemente, ridono di lei.
Osserva nuovamente il beota con l’affare di latta in bocca che chiama amore. Buongiorno amore. Per tutta la vita amore.
Qualche secondo per assimilare. Apre la sua rivista, accavalla le gambe. Prende un lungo respiro.
“Sei arrabbiata amore?Scherzavo”, lui dice.
La donna esplode.
“Oh, senti. Se questa mattina ti sei svegliato per rompermi le palle vedi di telare. E vedi di non sputarmi in faccia quando parli. Che mi hai lavata. Sto deficiente, sto.”
Ah, l’amour! Isn’t she lovely

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